Difendere e rafforzare la sanità pubblica regionale attraverso un metodo partecipato e una visione condivisa. Con questo obiettivo la Regione Emilia-Romagna e le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno firmato a Bologna il documento “Agenda Sanità – In Emilia-Romagna la sanità è responsabilità condivisa”, un accordo strategico che segnerà il percorso della legislatura in materia sanitaria e sociosanitaria.
A sottoscrivere il documento, nella sala Fanti della Regione, sono stati il presidente Michele de Pascale, gli assessori Massimo Fabi (Politiche per la salute) e Isabella Conti (Welfare), insieme ai segretari regionali dei sindacati Massimo Bussandri (Cgil), Filippo Pieri (Cisl) e Marcello Borghetti (Uil).
L’intesa nasce da un lungo confronto tra istituzioni e parti sociali avviato a partire dalle linee di mandato approvate dall’Assemblea legislativa e si propone di aggiornare il sistema sanitario regionale ai nuovi bisogni delle comunità, mantenendo saldi i principi di universalità e accesso alle cure che caratterizzano il Servizio sanitario nazionale.
De Pascale: “Difendere e rafforzare la sanità pubblica”
“La sanità pubblica è il pilastro fondante dell’Emilia-Romagna – ha sottolineato il presidente Michele de Pascale – e per difenderla serve l’impegno di tutte e tutti. Con questo documento sigliamo un patto per un finanziamento equo e per scelte condivise, frutto di un anno di confronto con i sindacati. Di fronte a decisioni complesse e non più rinviabili serve un metodo partecipato che coinvolga professionisti sanitari, enti locali, comunità e terzo settore”.
Medicina territoriale e innovazione tecnologica
L’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi ha evidenziato come l’Emilia-Romagna stia rispondendo alle difficoltà del sistema sanitario nazionale con una strategia basata su innovazione e riorganizzazione.
“Vogliamo investire in una medicina sempre più territoriale e domiciliare, supportata dalle tecnologie e da modelli organizzativi moderni. Ma serve anche valorizzare il capitale umano della sanità: medici, infermieri e operatori rappresentano la nostra risorsa più importante”.
Nuove politiche sociosanitarie
Per l’assessora al Welfare Isabella Conti, l’accordo rappresenta l’avvio di un percorso di aggiornamento delle politiche sociosanitarie regionali.
“L’invecchiamento della popolazione e l’aumento dei bisogni sociali richiedono nuove risposte. Nei prossimi mesi lavoreremo insieme ai sindacati per aggiornare il sistema di remunerazione dei servizi sociosanitari e definire nuove modalità di accreditamento che rafforzino il rapporto tra sociale e sanitario”.
Il ruolo dei sindacati
Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato l’importanza del metodo partecipativo adottato dalla Regione.
Secondo Massimo Bussandri (Cgil), il protocollo rappresenta “un modello democratico di governo della sanità regionale che mette al centro i bisogni di cura e valorizza i lavoratori del sistema sanitario”.
Per Filippo Pieri (Cisl) l’accordo consente di affrontare in modo strutturale i problemi del sistema sanitario, dalle liste d’attesa alla qualità dei servizi, puntando anche su migliori condizioni di lavoro e sull’aumento del personale nelle strutture sociosanitarie.
Marcello Borghetti (Uil) ha infine sottolineato come l’intesa contribuisca a costruire “una visione unica della sanità regionale da Piacenza a Rimini, valorizzando il personale e rafforzando l’integrazione tra sanità ospedaliera e territoriale”.
I punti chiave dell’Agenda Sanità
Il documento individua alcune priorità strategiche per il futuro della sanità regionale.
Tra i principali obiettivi:
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Sostenibilità economica del sistema sanitario, con una valutazione sistematica di costi ed efficacia delle politiche sanitarie e la creazione di un Board dei direttori generali delle aziende sanitarie.
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Valorizzazione delle professioni sanitarie, attraverso piani di assunzione mirati, formazione continua e percorsi di carriera strutturati.
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Rafforzamento della medicina territoriale, con il ruolo centrale delle Case della Comunità, dei Punti unici di accesso (Pua) e delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft).
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Riordino della rete ospedaliera, basato sull’analisi dei bisogni sanitari della popolazione e su una maggiore integrazione tra ospedale e territorio.
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Riduzione dei tempi di attesa attraverso una maggiore appropriatezza prescrittiva e l’ottimizzazione dei percorsi clinici.
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Potenziamento delle politiche di prevenzione, con interventi dedicati soprattutto all’infanzia e alla promozione della salute nelle comunità.
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Maggiore attenzione alla salute mentale, con investimenti per rafforzare i servizi e sostenere i Dipartimenti di salute mentale e dipendenze patologiche.
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Riforma del sistema di accreditamento sociosanitario, con aggiornamento del sistema di remunerazione entro il 2026 e nuova fase di accreditamento dal 2027.
Un modello per il futuro della sanità regionale
Con la firma dell’Agenda Sanità, Regione e sindacati intendono consolidare il modello emiliano-romagnolo di sanità pubblica, puntando su innovazione, partecipazione e integrazione tra servizi sanitari e sociali.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: garantire cure accessibili, di qualità e sostenibili per tutti i cittadini, rafforzando uno dei sistemi sanitari regionali considerati tra i più avanzati in Italia.
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