Sicilia ed Emilia-Romagna: il mare che unisce nel segno del Peschereccio d’Oro

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Di Redazione
C’è un’Italia che non si arrende al grigiore burocratico, un’Italia che profuma di salsedine, di fatica vera e di quella bellezza che solo il connubio tra terra e mare sa generare. È l’Italia che si ritroverà il 23 aprile 2026 a Mazara del Vallo, presso il Mahara Hotel, per la XVIII edizione del Premio Nazionale “Peschereccio d’Oro”. Non è la solita passerella per vanesi della domenica. Qui si celebra il merito, quello schietto, che tiene insieme il Sud e il Nord in un abbraccio che sa di accoglienza, di buon cibo e di una visione del mondo che non si piega al politicamente corretto.

Il binomio dell’eccellenza: da Mazara alla Riviera

Il cuore dell’evento batte su un asse insolito ma potentissimo: quello che collega la Sicilia all’Emilia-Romagna. Due terre di frontiera, di ospitalità sacra e di tradizioni che sono l’ossatura della nostra identità. A tessere le fila di questa trama sono i fratelli Campisi, Natale e Piero,  instancabili motori dell’agenzia 7E20 Comunicazioni & Servizi, capaci di trasformare una visione locale in un evento di respiro internazionale.
A condurre la serata sarà la giornalista Giada Giacalone, volto noto di Sportitalia. Con la sua competenza e quel piglio dinamico, Giada è il ponte perfetto tra queste due realtà, affiancata dal collega Piero Campisi.

I protagonisti del Fare: tra Cronaca, Sport e Turismo

Il palco del Peschereccio d’Oro vedrà sfilare i pesi massimi dell’informazione e della cultura. Tra i premiati spicca Umberto Brindani, direttore del settimanale “Gente”, una firma che incarna il giornalismo d’autore capace di raccontare l’Italia con autorevolezza. Insieme a lui, il cronista della gastronomia per eccellenza, Edoardo Raspelli, e firme coraggiose come Giacomo Di Girolamo, autore de “L’Invisibile”, il libro che ha svelato i segreti della cattura di Matteo Messina Denaro.  A completare il quadro di impegno civile troviamo Pegah Moshir Pour, scrittrice  attivista iraniana per i diritti umani, simbolo di una lotta che non conosce confini.
Per l’Emilia-Romagna, il legame si fa ancora più stretto con la premiazione di Jamil Sadegholvaad, Sindaco di Rimini. Amministrare Rimini significa governare una città complessa che deve rispondere alle esigenze dei residenti e, contemporaneamente, accogliere milioni di turisti senza perdere l’anima. In questo, il suo impegno rispecchia quello dei sindaci di Mazara e Monopoli (anch’essi presenti), custodi di comunità legate indissolubilmente al mare.
Dalla stessa terra arriva Domenico Cimino, imprenditore e manager d’hotel che ha costruito un impero dell’accoglienza. La sua catena, che spazia dalla Romagna alla Campania fino all’estero, è l’esempio di come si possa fare impresa d’alto livello rispondendo alle esigenze di ogni famiglia, mantenendo sempre alta la bandiera del “made in Italy”.

Voci controcorrente e Memoria Coraggiosa

Tra gli ospiti d’onore della kermesse ci sarà Loredana Mendicino, giornalista radiotelevisiva dalla penna affilata e dall’inconfondibile stile frizzante che si muove con il coraggio di chi sa andare controcorrente, raccontando la realtà con una lucidità dissacrante che non fa sconti a nessuno.
Ma il premio è anche impegno civile e sportivo. Dalla lotta per i diritti di Pegah Moshir Pour al mondo del calcio con il CT della Nazionale femminile Andrea Soncin e l’allenatore Cristian Brocchi. Il momento più solenne sarà però la consegna del Premio Nazionale Antimafia alla memoria del Giudice (Beato) Rosario Livatino, un atto di resistenza culturale necessario in una terra che non dimentica i suoi eroi.

L’Arte e il Programma

Il premio fisico stesso è un inno al territorio: una scultura originale realizzata dagli studenti del Liceo Artistico di Mazara del Vallo, un’opera che racchiude in sé l’essenza della navigazione e della speranza.
Il Programma del 23 aprile:
Ore 09:00: Incontro tra giornalisti, scrittori e premiati con le delegazioni scolastiche.
Ore 18:00: Gran Galà con la consegna dei premi alla presenza di istituzioni civili, militari ed ecclesiastiche.
Questo evento dimostra che l’Italia migliore è quella che riconosce il merito, valorizza le radici e non ha paura di guardare al futuro con coraggio.


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