Di Redazione
Mentre il dibattito pubblico si perde spesso in sterili sofismi, a Mazara del Vallo è andata in scena l’Italia reale: quella che lavora, che ricorda, che lotta e che brilla. La XVIII edizione del Premio Nazionale “Peschereccio d’Oro”, conclusasi nella cornice dell’Hotel Mahara, non è stata soltanto una passerella di celebrità, ma una vera e propria dichiarazione di resistenza culturale e sociale.
In un Paese che da decenni discute animatamente su piloni, campate e progetti faraonici per scavalcare lo Stretto, la famiglia Campisi ha deciso di giocare d’anticipo edificando un ponte metaforico ma di intenzioni granitiche: un’infrastruttura dell’anima che unisce il Canale di Sicilia all’Adriatico, saldando la sapienza marittima dell’isola alla visione strategica dell’Emilia-Romagna.
La Visione della Famiglia Campisi: Un Miracolo Organizzativo
Dietro il successo di un evento di tale portata batte il cuore di una dinastia del “fare”. Con una visione lungimirante, Piero Campisi — anima e motore instancabile della kermesse — insieme al fondamentale supporto di Natale Campisi, Gianfranco ed Emanuele Campisi (Presidente dell’A.C. 7e20), ha dato vita a una macchina organizzativa impeccabile. I Campisi hanno dimostrato che la Sicilia può e deve essere l’epicentro di un dialogo nazionale capace di unire l’imprenditoria d’eccellenza, il buon giornalismo e la lotta per i diritti umani. Una famiglia che, col patrocinio del Libero Consorzio Comunale di Trapani e il plauso della Camera dei Deputati, ha trasformato Mazara nella capitale del merito.

L’Incontro con le Scuole: Il Passaggio del Testimone
Un momento di straordinario valore civile si è consumato nella mattinata di ieri in quel faccia a faccia tra i premiati e gli studenti delle scuole superiori. Una sessione vibrante in cui gli alunni hanno incalzato i protagonisti con domande di spessore, fornendo la prova provata che le nuove generazioni, se messe di fronte alla testimonianza viva di modelli autentici — e non agli effimeri idoli di plastica fabbricati dal nulla dei social — conservano ancora intatto l’istinto per la sostanza della legalità e il peso specifico dell’impegno reale.

Il Gran Galà: Tra istituzioni e cuore
La serata, condotta con eleganza da Piero Campisi e Giada Giacalone (volto di Sport Italia), si è aperta con il saluto di Piero Chiambretti e dell’On. Giorgio Mulè, Vice Presidente della Camera. Il Sindaco di Mazara, Salvatore Quinci, ha accolto una platea gremita, mentre le coreografie di Carla Favata e della Dance Works riportavano in vita l’estetica millenaria della Sicilia.

Il cuore pulsante della premiazione ha toccato vette di commozione altissima:
- Legalità e Memoria: la figura del Beato Rosario Livatino si è levata sulla platea di Mazara con la forza granitica di chi ha servito lo Stato fino al sacrificio estremo. Il premio “Antimafia alla Memoria“, insignito dalla Presidenza della Camera dei Deputati, è stato ritirato dal cugino, il professor Salvatore Insenga, in un momento di sacrale raccoglimento che ha restituito dignità alla parola “giustizia”. Suggellato dalla testimonianza del magistrato Ottavio Sferlazza e consegnato da Don Patrizio Coppola — quel “Padre Joystick” che ha saputo portare il Vangelo nelle trincee del digitale — insieme al dirigente Erino D’antoni, il tributo a Livatino non è stato una sterile celebrazione del passato. È stato, al contrario, un monito tonante che ha squarciato il velo dell’indifferenza: il richiamo a una schiena dritta che non si piega, l’esempio di un uomo che ha dimostrato come la fede e la legge siano, in fondo, due facce della stessa, intramontabile verità.

Momento solenne: consegna del premio antimafia sugellato dalla Camera dei Deputati in memoria del Beato Rosario Livatino. Il riconoscimento è stato ritirato dal cugino Salvatore Insenga, con la testimonianza del magistrato Ottavio Sferrazza e la partecipazione di Don Patrizio Coppola. - L’eccellenza romagnola: Rimini è stata incoronata Capitale Nazionale del Turismo. Il Sindaco Jamil Sadegholvaad, premiato da Quinci, ha portato sul palco il “Modello Romagna“, fatto di pragmatismo e rigenerazione. Insieme a lui, l’imprenditore Domenico Cimino, premiato da Francesco Vaccarella (I.M.A.H.R.) con il supporto dei gestori del Mahara, Salvatore e Paolo Alessi, come simbolo dell’imprenditoria che non si arrende.

Il Sindaco di Mazara consegna il Peschereccio d’Oro al collega di Rimini, Jamil Sadegholvaad, presentato da Piero Campisi 
Il Presidente IMAHR Franco Vaccarella premia l’imprenditore Domenico Cimino - Giornalismo di razza: Umberto Brindani (direttore di Gente) ha ricevuto il premio da Loredana Mendicino, giornalista documentarista nota per la sua capacità di proiettare le dinamiche territoriali oltre i confini locali con una narrazione non allineata. Presenti anche i video-omaggi di Giuseppe Brindisi e il saluto di Marco Oliva.
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il momento della premiazione: la giornalista Loredana Mendicino consegna il Peschereccio d’Oro al direttore del settimanale “Gente” Umberto Brindani Il Silenzio Assordante della Verità: L’Abbraccio di Mazara a Cristina Gallo
Non sono mancati i momenti di tensione morale. Il ricordo della professoressa Cristina Gallo ha fermato il tempo: un applauso interminabile per lei, con il marito Giorgio Tranchida e i figli Natale e Vincenzo sul palco, premiati da Natale Campisi. Un tributo in cui la memoria si fa Impegno Civile contro l’ombra della malasanità.


E poi la forza delle donne: Pegah Moshir Pour, attivista iraniana, ha ricevuto l’encomio video di Sergio Mattarella, premiata dalla Project Manager Giuseppina Adamo. La letteratura ha trovato voce con Anna Capra (premiata da Emanuele Campisi con il saluto del sindaco di Monopoli, Angelo Annese), Ester Rizzo e il regista Marco Savatteri, che con il loro Musical sulle sorelle Maiale hanno ricordato il sacrificio delle emigrate mazaresi, premiati da Germana Abbagnato e Carla Favata. Grande attenzione è stata rivolta proprio alla scrittrice pugliese Anna Capra, autrice del libro “La ragazza dagli occhi grandi“. Attraverso la sua associazione e il suo racconto di una storia di violenza psicologica, ha ricevuto il premio per le politiche sociali e la tutela delle persone con fragilità, sottolineando l’urgenza di dare voce a chi soffre in silenzio.

Un Parterre di Merito
L’elenco dei premiati è un catalogo dell’Italia migliore:
- Stato e Sicurezza: Il Capo della Mobile di Palermo, Antonio Sfameni (premiato da Natale Campisi) e il giornalista Giacomo Di Girolamo (premiato da Catia Catania, con testimonial Attilio Bolzoni).
- Mare e Difesa: La Capitaneria di Porto di Mazara (Comandante Stefano Luciani, Amleto Piccinno, Valeria Gargano, Vito Sciuto), premiata dal Vice Questore Laura Cavasino. Ma anche gli “Eroi del Mare” del motopesca Regina con l’armatore Nicola Arena, premiati da Francesco Mezzapelle.
- Sport: Il CT della Nazionale Femminile, Andrea Soncin (premiato da Francesco Foggia, con le giovani Bosa e Ingrasciotta, Raffaele Palazzo e la vice presidente Fiorentino del Mazara Calcio) e l’ex milanista Cristian Brocchi (premiato da Ettore Tortorici, con i testimonial Alessandro Matri, Giuseppe Vitale e Pino Pomilia).
- Cultura e Solidarietà: La Baronessa Maria Elena De Saint Didier, il dott. Giovanni Ruvolo (premio ritirato da Margherita La Rocca Ruvolo e consegnato da Mariella Misuraca), il giornalista Salvatore Giacalone (premiato da Gianfranco Campisi di Studio Azimut), l’armatore Santo Adamo e l’esperto Giuseppe Messina (premiato dal DJ e produttore internazionale Roberto Onofri con testimonial Gaetano Armao). Infine, il tributo a Francesco Adragna per il Satiro Danzante, premiato dall’artista Monica Cristaldi.
Dalla celebrazione dei cinquant’anni della Capitaneria di Porto al ricordo delle sorelle Maiale con l’opera di Marco Savatteri ed Ester Rizzo, il “Peschereccio d’Oro 2026” si conferma un evento unico. Grazie alla famiglia Campisi, Mazara del Vallo ha dimostrato che dal mare e dal lavoro può rinascere un’Italia fondata sul merito e sul coraggio.
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