ECOMONDO 2025

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Ecomondo 2025 a Rimini: promesse green e conti che non tornano

Rimini — Ecomondo è tornata al Rimini Expo Centre e resterà aperta fino a venerdì 7 novembre. La fiera è la principale vetrina italiana dell’economia circolare. Tra stand tecnologici, tavole rotonde e appuntamenti culturali mostra soluzioni concrete e solleva domande sui tempi e sui costi della transizione.

Novità principali
– Industrializzazione: impianti modulari per recuperare materiali, linee per il riuso e riciclo chimico delle plastiche miste. L’obiettivo è passare dal prototipo alla produzione di massa.
– Finanza verde: nuovi strumenti di finanziamento e metriche per misurare l’impatto delle filiere.
– Mobilità: demo su idrogeno e biocarburanti per capire chi può scalare la produzione.
– Design e materiali: materiali biobased, packaging ripensato e soluzioni riutilizzabili contro la plastica monouso.
– Cultura: proiezioni, performance e incontri che spiegano la circolarità anche con storie e immagini.

Primo giorno — inaugurazione e contraddizioni
L’apertura è stata ufficiale, con autorità e delegazioni straniere. Sono stati presentati obiettivi e numeri europei. Ma sono emersi anche limiti tecnologici e ritardi normativi che frenano l’avanzamento.

Secondo giorno — demo, mercato e tensioni
La fiera è diventata officina: demo, workshop e incontri B2B. È apparsa netta la divisione tra soluzioni già praticabili e ricerca ancora lontana dalla produzione. Nei panel si è discusso di responsabilità produttiva e di chi deve pagare per il riciclo. Non sono mancati scontri e qualche momento di sarcasmo tra gli operatori.

Ecomondo mostra molte idee e volontà. Resta il rischio che molte restino prototipi. La vera prova avverrà fuori dalla fiera: nelle leggi, nei bilanci e nelle scelte quotidiane. Per ora, Rimini indica la strada; resta da vedere chi pagherà il prezzo del viaggio.

Loredana Mendicino

 

 

 

 

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