Si è tenuto giovedì 12 marzo 2026, presso il Polo Tecnologico di Carpi – sede dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) – il workshop “Il tessile che cambia: economia circolare tra regole europee e filiere regionali”, un appuntamento che ha riunito istituzioni, università e imprese attorno a uno dei temi più urgenti per il distretto moda emiliano: la transizione verso modelli produttivi circolari e sostenibili.
L’evento, promosso da Garc Ambiente SpA SB – Centro di Competenze per l’Economia Circolare – e REBOOT Srl, con Carpi Fashion System e Regenerative Society Foundation come co-promotori, fa parte del ciclo di incontri formativi “Pensare Sostenibile, Agire Circolare”.
L’iniziativa si è svolta con il patrocinio dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, Comune di Carpi e Clust-ER Create.
Un pomeriggio di lavori partecipato e ricco di spunti
Dopo i saluti introduttivi del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi Mario Arturo Ascari e del Prof. Giulio Allesina di UNIMORE, l’apertura dei lavori è stata affidata ad Andrea Grillenzoni, Amministratore Delegato del Gruppo GARC, che ha richiamato la necessità di ripensare i modelli produttivi in una prospettiva più ampia di circolarità e rigenerazione: «Parlare solo di sostenibilità non basta più: oggi la sfida è capire come i processi industriali possano contribuire a rigenerare le risorse e i sistemi di cui fanno parte.»
Roberto Ricci Mingani, Dirigente Direzione Generale Conoscenza, Ricerca, Lavoro e Imprese della Regione Emilia-Romagna, ha inquadrato il contesto regionale, illustrando le politiche in atto a sostegno della filiera. Luca Campadello, Direttore Generale di ERION Textiles, ha presentato le opportunità concrete che l’economia circolare offre al settore moda-abbigliamento.
Sul Passaporto Digitale di Prodotto è intervenuto Massimo Garuti, Responsabile Innovazione di Carpi Fashion System, che ha illustrato come questo strumento possa trasformare la tracciabilità lungo l’intera catena del valore tessile.
Gian Marco Malagoli, coordinatore del Centro di Competenze per l’Economia Circolare di GARC Ambiente, ha illustrato il ruolo operativo del CCEC nella filiera e il tema del fine vita dei prodotti tessili: «Noi dobbiamo prendere il capo a fine vita e far sì che possa essere riusato. Siamo quelli che riprendono in mano ciò che non serve più, per riportarlo in testa alla filiera.»
Tra i progetti in corso, Malagoli ha illustrato anche quello dell’impianto di Sala Bolognese, dove Garc Ambiente intende sviluppare una linea pilota per il recupero dei tessili, capace di trasformare i capi a fine vita in nuova materia prima, nata dalla ricerca del CCEC e finanziata dal bando regionale PR-FESR 2025.
A chiudere la sessione plenaria, i professori Davide Castellano, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, e Giovanni Romagnoli, dell’Università degli Studi di Parma, hanno presentato il progetto SUSTEX, che sperimenta modelli innovativi per la raccolta dei rifiuti tessili attraverso strumenti di intelligenza digitale.
La tavola rotonda: voci dal territorio
Il pomeriggio è proseguito con la tavola rotonda moderata da Marcello Marchesini di Carpi Fashion System, con la partecipazione del Sindaco di Carpi Riccardo Righi, dell’Assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, di Andrea Grillenzoni, Amministratore Delegato del Gruppo GARC, e di una platea di imprenditori del settore: Tamara Gualandi (Donne da Sogno Srl), Federico Poletti (Staff Jersey Srl), Emilio Bonfiglioli (Centro Qualità Tessile Srl) e Davide Bulgarelli (Bulgarelli Production Srl – Mosaiq Group Spa).
Il Sindaco di Carpi Riccardo Righi ha richiamato il valore della responsabilità condivisa nelle sfide della transizione: «Sfide di questo tipo si vincono come comunità: dal modo in cui ci comportiamo come cittadini nella vita quotidiana fino al modo in cui facciamo impresa».
L’Assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo ha sottolineato la qualità del percorso avviato dal distretto: «Sono orgogliosa di stare in questa regione, che non finisce mai di stupire per le capacità dei nostri imprenditori e delle nostre imprenditrici di rimanere al passo con i tempi».
Sul tema normativo, Priolo ha ribadito l’impegno della Regione ad accompagnare le imprese con strumenti di pianificazione e finanziamento mirati, sottolineando come la certezza delle regole sia la condizione indispensabile perché il sistema produttivo possa programmare investimenti di lungo periodo.
Conclusioni
«La responsabilità delle imprese non finisce quando un prodotto viene immesso sul mercato. Dal principio della responsabilità estesa del produttore — che ci ha insegnato a occuparci del fine vita di ciò che produciamo — nasce oggi un’idea più ampia: quella di una responsabilità integrale, verso l’ambiente, la comunità e il futuro. Perché quando esiste una visione condivisa e ciascuno fa la propria parte, le trasformazioni diventano possibili.» — Andrea Grillenzoni, Amministratore Delegato del Gruppo GARC
Dalla giornata di confronto è emersa una convergenza chiara: la sostenibilità non è più un’opzione, ma una necessità competitiva e un atto di responsabilità condivisa. Le imprese presenti si sono dimostrate pronte a raccogliere la sfida e a tradurla in scelte concrete di innovazione e trasformazione.
L’evento si è concluso con un aperitivo e un momento di networking, favorendo il dialogo diretto tra tutti i partecipanti.
Prossimo appuntamento del ciclo “Pensare Sostenibile, Agire Circolare”
Il ciclo di incontri formativi prosegue martedì 14 aprile 2026 presso il Tecnopolo di Reggio Emilia con il workshop “Rigenerare la materia: innovazione nei materiali per costruzioni e ceramica“, un nuovo appuntamento dedicato al ruolo dei materiali innovativi e delle tecnologie di recupero nella transizione circolare dei settori delle costruzioni e della ceramica.
Iscrizioni: https://www.eventbrite.it/e/1984973073898
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