Le nove Banche di Credito Cooperativo aderenti alla Federazione regionale chiudono il 2025 con 348 sportelli, una presenza in 164 Comuni e impieghi alla clientela per 14,3 miliardi di euro. Crescono raccolta, finanziamenti e base sociale, mentre migliora ulteriormente la qualità del credito. In 17 Comuni le BCC rappresentano l’unica presenza bancaria.
Il Credito Cooperativo rafforza la presenza in Emilia-Romagna
Solidità patrimoniale, crescita del credito e soprattutto una presenza capillare sul territorio. È il quadro che emerge dal bilancio 2025 della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna, approvato dall’assemblea dei soci.
Le nove Banche di Credito Cooperativo associate – Banca Centro Emilia, Banca Malatestiana, BCC Felsinea, BCC Romagnolo, BCC Sarsina, Emil Banca, La BCC ravennate, forlivese e imolese, RivieraBanca e RomagnaBanca – possono contare complessivamente su 348 sportelli, due in più rispetto al 2024.
Il dato assume particolare rilevanza se confrontato con la riduzione di 60 sportelli registrata dagli altri istituti di credito. Le filiali delle BCC rappresentano così il 17% degli sportelli bancari presenti in Emilia-Romagna.
La rete raggiunge 164 Comuni e in 17 di questi le BCC costituiscono l’unica presenza bancaria, svolgendo quindi una funzione particolarmente importante nelle aree interne e nei centri dove il sistema bancario tradizionale tende a ridurre la propria presenza.
Oltre 155mila soci e 2.800 dipendenti
Cresce anche la base sociale del Credito Cooperativo regionale, che raggiunge 155.017 soci, con un incremento del 2,4%. I dipendenti delle nove BCC superano invece le 2.800 unità.
Numeri che confermano il peso del sistema cooperativo all’interno dell’economia dell’Emilia-Romagna e la sua capacità di mantenere un rapporto diretto con famiglie, imprese e comunità locali.
Raccolta complessiva a 30,6 miliardi di euro
Particolarmente significativi sono i risultati relativi alla raccolta.
La raccolta diretta, costituita da depositi e obbligazioni, supera i 18 miliardi di euro, registrando una crescita del 2,5%, contro il +0,7% del sistema regionale.
La quota di mercato dei depositi da clientela raggiunge così il 12,4%, aumentando di 1,2 punti rispetto all’anno precedente.
La raccolta indiretta, comprendente quella gestita e amministrata, si attesta invece a 12,6 miliardi di euro.
Complessivamente, le BCC dell’Emilia-Romagna raggiungono quindi 30,6 miliardi di euro di raccolta.
Credito alle famiglie e alle imprese: impieghi a 14,3 miliardi
Sul fronte dei finanziamenti, gli impieghi alla clientela raggiungono 14,3 miliardi di euro, con una crescita del 3,6%.
L’incremento risulta superiore a quello registrato complessivamente dal sistema bancario dell’Emilia-Romagna, pari al +2,6%.
La quota di mercato regionale degli impieghi delle BCC sale così all’11,8%.
Ancora più significativa è la presenza del Credito Cooperativo in alcuni segmenti dell’economia regionale: la quota raggiunge il 15,5% per le famiglie consumatrici, il 18,3% per le microimprese con meno di cinque addetti e addirittura il 28,8% per le imprese tra 5 e 20 addetti.
Nel settore dell’alloggio e della ristorazione la quota è del 28%, mentre raggiunge il 20% in agricoltura e il 24% tra le imprese artigiane.
Mutui in crescita del 5%
Un altro indicatore rilevante riguarda i mutui.
Per le BCC regionali rappresentano l’83,6% del totale degli impieghi lordi erogati, rispetto al 64,9% registrato complessivamente dal sistema bancario dell’Emilia-Romagna.
La crescita annuale dei mutui delle BCC è pari al 5%, contro l’1,6% dell’industria bancaria regionale.
Un andamento che evidenzia il ruolo del Credito Cooperativo nel finanziamento di famiglie, attività produttive e investimenti sul territorio.
Migliora la qualità del credito: deteriorati al 2,4%
Il bilancio evidenzia inoltre un miglioramento degli indicatori relativi alla qualità del credito.
Il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi scende al 2,4%, rispetto al 2,9% del 2024. Il valore risulta inferiore al 3,8% registrato dall’industria bancaria regionale.
Il rapporto tra sofferenze e impieghi scende allo 0,7%, contro l’1,6% del sistema bancario regionale.
Sul fronte della solidità patrimoniale, il CET1 ratio medio raggiunge il 27%.
Fabbretti: «Credito all’economia reale e sostegno alle comunità»
Per Mauro Fabbretti, presidente della Federazione BCC Emilia-Romagna, i risultati del 2025 confermano la solidità e la crescita del sistema, ma soprattutto la sua capacità di trasformare i risultati bancari in sostegno all’economia reale.
Nel corso del 2025 le BCC regionali hanno infatti destinato oltre 11,5 milioni di euro a donazioni e sponsorizzazioni, sostenendo più di 4.500 iniziative.
Un impegno che interessa famiglie, imprese, microimprese, artigiani, agricoltori, operatori turistici e comunità locali.
«Le nostre BCC continuano a presidiare il territorio anche dove altri operatori arretrano», ha sottolineato Fabbretti, ricordando il valore della presenza delle banche cooperative nei 17 Comuni nei quali rappresentano l’unica realtà bancaria.
Zuppi: la funzione sociale del credito resta insostituibile
Nel corso dell’assemblea è intervenuto con un videomessaggio anche l’Arcivescovo di Bologna, Cardinale Matteo Maria Zuppi, soffermandosi sul ruolo del Credito Cooperativo nel trasformare il risparmio in risorse per l’economia reale, il lavoro e gli investimenti.
Al centro del suo intervento, la funzione sociale del credito e l’importanza di accompagnare le trasformazioni economiche senza lasciare indietro le fasce più fragili della popolazione.
Fabbretti ha quindi ribadito la natura delle BCC come attori dell’economia sociale, sottolineando il reinvestimento delle risorse nei territori, il sostegno all’economia reale e la partecipazione democratica.
Colla: «Un ruolo centrale nell’economia sociale dell’Emilia-Romagna»
All’assemblea ha partecipato anche Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, che ha evidenziato la capacità delle BCC di coniugare solidità economica, vicinanza ai territori e responsabilità verso le comunità.
Secondo Colla, il Credito Cooperativo svolge una funzione significativa nell’accompagnamento degli investimenti, nel sostegno all’economia reale e nel contrasto alle disuguaglianze territoriali.
Le BCC, ha spiegato, avranno un ruolo centrale anche nel percorso sull’economia sociale avviato dalla Regione Emilia-Romagna, che punta alla definizione di bandi dedicati e di una proposta di legge entro la fine del 2026.
Gardini: il Credito Cooperativo nel Piano Nazionale dell’Economia Sociale
Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, ha posto l’accento sull’inclusione del Credito Cooperativo nel Piano Nazionale dell’Economia Sociale, indicandola come un riconoscimento del ruolo delle banche di comunità e, più in generale, del movimento cooperativo.
Per il presidente di Federcasse Augusto dell’Erba, i risultati raggiunti devono essere letti insieme alla specificità del modello cooperativo, basato su mutualità, prossimità e reinvestimento nei territori.
Veronesi: sostegno finanziario di prossimità decisivo per le PMI
Il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Valerio Veronesi, ha infine richiamato l’attenzione sulle difficoltà che caratterizzano l’attuale fase economica e sulla necessità, soprattutto per micro, piccole e medie imprese, di poter contare su interlocutori finanziari stabili.
In questo scenario, la presenza territoriale delle BCC assume particolare rilevanza per garantire continuità nell’accesso al credito e trasformare il risparmio raccolto localmente in investimenti destinati all’economia reale.
I risultati del 2025 delineano così un sistema del Credito Cooperativo dell’Emilia-Romagna che cresce nei principali indicatori bancari mantenendo una forte presenza territoriale: un modello nel quale raccolta, credito, mutualità e vicinanza alle comunità continuano a rappresentare elementi strettamente collegati.
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