Il volto è il primo strumento con cui una persona comunica. Prima ancora delle parole arrivano uno sguardo che si stringe, un sopracciglio che si alza, un sorriso che coinvolge gli occhi: movimenti minimi che gli altri leggono in modo istintivo e che rendono ogni viso riconoscibile. Con il passare degli anni quegli stessi movimenti lasciano un segno sulla pelle, e le pieghe che compaiono quando si parla o si ride tendono a restare visibili anche a volto rilassato.
La medicina estetica lavora su questo cambiamento, e oggi la richiesta dei pazienti è sempre più specifica, risultando sempre più spesso orientata verso micro-trattamenti e piccole dosi di tossina botulinica che mantengano la mobilità del viso, con un principio di fondo: il risultato di un trattamento non deve essere riconoscibile.
La questione riguarda da vicino il botox, perché agisce proprio sui muscoli che producono l’espressione. Per capire che cosa significhi in concreto ottenere un risultato naturale abbiamo interpellato la Dott.ssa Elisa Benati, specialista di riferimento tra Modena e Carpi che una testata locale come Corriere Romagna ha collocato al primo posto nella propria classifica dei migliori dermatologi del territorio.
Come agisce la tossina botulinica sull’espressione
Il legame tra il trattamento con il botox e l’espressività si comprende partendo dal suo meccanismo d’azione.
La tossina botulinica di tipo A è una proteina purificata, prodotta dal batterio Clostridium botulinum, che blocca in modo temporaneo la trasmissione degli impulsi nervosi ai muscoli della mimica facciale. Il muscolo raggiunto dal farmaco si contrae con meno forza e la pelle che lo ricopre smette di piegarsi a ogni movimento, così la ruga si distende. In medicina la tossina botulinica è impiegata da oltre trentacinque anni, come ricorda la dottoressa Benati, e in ambito estetico trova la sua indicazione principale nelle rughe di espressione, cioè le linee che nascono dal movimento ripetuto dei muscoli del viso.
L’effetto resta circoscritto ai punti in cui il farmaco viene iniettato, mentre i muscoli vicini continuano a lavorare. Proprio questa caratteristica rende possibile un risultato naturale: calibrando il trattamento sui singoli muscoli, il volto conserva i movimenti che lo rendono espressivo e si libera della tensione che segna la pelle. La dottoressa Benati considera inoltre il botox un alleato dei filler all’acido ialuronico e della biorivitalizzazione. La tossina botulinica distende le linee legate al movimento, mentre filler e biorivitalizzazione intervengono sui volumi e sulla qualità della pelle. Sulle rughe del terzo superiore del viso le due metodiche possono essere associate per potenziare il risultato.
L’approccio della dottoressa Benati: distendere il viso preservando l’espressività
La dottoressa Benati imposta ogni trattamento con tossina botulinica sulle caratteristiche della persona che ha davanti. L’obiettivo che la dermatologa assegna al botox è restituire freschezza, equilibrio e serenità all’espressione, armonizzando i tratti del viso senza che il paziente rinunci alla propria mimica. Il volto trattato resta quello di sempre, con uno sguardo più disteso e riposato.
La tecnica segue lo stesso principio. La dottoressa esegue una serie di micro-iniezioni mirate ai soli muscoli responsabili della comparsa delle rughe, in modo che le linee si appianino e la mimica facciale rimanga inalterata. Il trattamento si svolge in ambulatorio, dura circa trenta minuti e consente di tornare subito alle proprie attività. Su questo equilibrio tra distensione dei tratti e rispetto del movimento si fonda l’approccio al botox della dermatologa Elisa Benati, pensato perché il viso appaia disteso anche nei momenti in cui si muove, mentre si parla o si sorride.
La competenza su cui poggia questo lavoro è quella di una specialista della pelle. La dottoressa Benati si è laureata in Medicina e Chirurgia con 110 e lode e si è specializzata in Dermatologia e Venereologia all’Università di Modena e Reggio Emilia. All’attività privata affianca quella assistenziale e di ricerca clinica allo Skin Cancer Center dell’Arcispedale Santa Maria Nuova IRCCS di Reggio Emilia. Per il paziente significa affidare il proprio viso a una professionista che conosce la cute in tutti i suoi aspetti, clinici prima ancora che estetici.
Le aree che la dottoressa Benati tratta con la tossina botulinica
Le aree del viso su cui la dottoressa Benati interviene con il botox sono diverse, e in ciascuna il risultato naturale dipende da un movimento specifico da rispettare.
Sulla fronte il trattamento agisce sulle rughe orizzontali che si formano quando si sollevano le sopracciglia, un gesto che accompagna lo stupore, l’attenzione e molte espressioni del dialogo. Tra le sopracciglia compaiono invece i solchi glabellari, legati al corrugamento della fronte nei momenti di concentrazione. In entrambe le zone il botox consente di distendere la pelle lasciando allo sguardo la sua mobilità.
Intorno agli occhi la dottoressa interviene sulle rughe perioculari, le cosiddette zampe di gallina, che si disegnano con il sorriso. In quest’area il risultato naturale si misura sul sorriso stesso, che deve continuare a coinvolgere gli occhi anche dopo il trattamento.
In ogni area l’indicazione resta coerente con l’impostazione della dermatologa, che lavora sull’armonia dell’insieme più che sulla singola linea.
Un risultato da mantenere nel tempo
L’effetto della tossina botulinica è temporaneo, con la durata che varia in base al prodotto utilizzato e alla risposta della persona. Il mercato delle neurotossine offre oggi opzioni che vanno da due o tre settimane fino a sei mesi, un ventaglio che consente di costruire trattamenti sempre più personalizzati.
Un volto disteso e insieme espressivo si mantiene quindi con trattamenti periodici di botox, che la dottoressa Benati imposta sulle caratteristiche di ciascun paziente e sull’evoluzione della sua pelle negli anni. La continuità diventa così parte del risultato, perché permette di intervenire con misura a ogni seduta senza stravolgere i lineamenti.
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