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Vaccini anche in farmacia? I cittadini promuovono l’evoluzione

A Cosmofarma la ricerca ‘Barometro clienti’ a cura di Doxapharma

La farmacia come polo vaccinale? Uno sviluppo che incontra il favore anche degli stessi consumatori-pazienti. A registrarlo è la nuova indagine ‘Barometro Clienti della Farmacia’ realizzata da Doxapharma, presentata oggi a Bologna nell’ambito di Cosmofarma. La ricerca si concentra sulla percezione e il punto di vista dei clienti delle farmacie italiane, grazie a mille interviste realizzate ad aprile su un campione rappresentativo della popolazione. Durante la pandemia è cresciuto il ruolo di consulenza e consiglio da parte delle farmacie, riconosciuto da una percentuale rilevante della popolazione.

In prospettiva, quindi, l’idea che si trasformi in un polo vaccinale è un ‘upgrade’ gradito anche dagli stessi clienti, spiega Doxapharma, dato che è favorevole il 62% degli intervistati. Una propensione che cresce con l’avanzare dell’età. I meno favorevoli preferiscono invece luoghi più specializzati nel servizio o, in generale, sono poco interessati a questa possibilità. Rapidità (31%), comodità (23%) e vicinanza (19%) sono dunque i principali punti di forza della farmacia come polo vaccinale. L’assenza di un medico in caso di reazioni avverse (14%), personale poco preparato (6%) e ambiente piccolo (4%) sono invece i fattori più temuti. Dall’analisi emerge inoltre che questa evoluzione avrebbe un impatto positivo anche sulla propensione al vaccino, almeno per un cliente su due. Gli scettici, invece, ritengono che la volontà vaccinale sia indipendente dal luogo di somministrazione. Per il 63% degli intervistati, comunque, tutti i vaccini andrebbero somministrati in farmacia.

 

La maggioranza dei clienti delle farmacie si dichiara inoltre a favore dei vaccini e la propensione cresce con il salire dell’età, si legge ancora nell’indagine di Doxapharma. Solo uno su dieci non è convinto. Complice la pandemia, il vaccino anti-Covid è quello più conosciuto (98%) e insieme quello più effettuato (92%). Per quanto riguarda le altre patologie, invece, pneumococco e difterite sono quelle meno conosciute. Ma tra chi sa cosa sono, la grande maggioranza è anche al corrente dell’esistenza del vaccino. La profilassi meno conosciuta è invece quella contro l’herpes zoster. In generale, emerge ancora dalla ricerca, la mancata vaccinazione contro le patologie dipende soprattutto da una limitata presa di coscienza rispetto alla scelta vaccinale o dal fatto che il proprio medico non lo ha mai consigliato.

Quanto al Covid, chi ha scelto di non vaccinarsi adduce motivi come il timore di effetti collaterali (59%) o il non credere nel valore di questa profilassi (45%). Il ruolo del medico è centrale anche per i clienti delle farmacie, che lo vorrebbero comunque presente all’interno dell’attività per la somministrazione del vaccino (per il 33%). La propensione alla vaccinazione in farmacia è infine guidata anche dai costi. Più di un cliente su due sarebbe disposto alla somministrazione solo se gratuita. Tra chi invece sarebbe disposto anche a spendere qualcosa, il costo massimo si aggira intorno ai 20 euro.

Dalle risposte alle interviste di Doxapharma emerge poi che un intervistato su tre si rivolge sempre e solo allo stesso esercizio. E una persona su due consiglia la propria farmacia di riferimento. Nel complesso, i clienti delle farmacie restituiscono buoni livelli di soddisfazione, in particolare sotto il profilo dell’affidabilità, della preparazione e della disponibilità del personale. C’è invece ancora tanta strada da fare per quanto riguarda i servizi digitali. Ma qual è la farmacia ideale? Competenza, preparazione, professionalità e cortesia sono aspetti imprescindibili per un farmacista, secondo i clienti. A questo si aggiunge anche un buon assortimento di prodotti a disposizione.

Dalla ricerca emerge poi come nel percepito del cliente oltre una farmacia su due (56%) è specializzata in uno specifico settore, soprattutto la dermocosmesi (per il 64%). Più frequente è invece la specializzazione in una particolare patologia (79%), per lo più in campo cardiovascolare (72%) e per le analisi di sangue e urine (41%). Una farmacia su tre, inoltre, ha attivato programmi di fidelizzazione del cliente ed è presente anche online, ma nell’area digitale prevalgono funzioni come le prenotazioni rispetto all’e-commerce. Su web e social i clienti cercano soprattutto informazioni su orari di apertura e servizi offerti (85%), ma uno su due usa il digitale anche per prenotare i farmaci o servizi. Il 22% fa acquisti online.

L’indagine di Doxapharma individua infine quattro profili diversi delle attività, da cui emerge che i clienti inquadrano più spesso come farmacia abituale quella di tipo tradizionale (37%). Sono però sempre più diffuse e apprezzate anche le cosiddette cooperative strategiche e le farmacie di consulenza, che sono realtà molto propense a consigliare i clienti. Il modello drugstore, invece, è quello meno riconosciuto.

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