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Gli scarti del cibo dell’aeroporto accenderanno i motori dei bus di Bologna

Aeroporto di Bologna e Tper, insieme alla multiutility Hera, puntano a fare di Bologna una città sempre più green Partire dagli scarti alimentari dell’Aeroporto di Bologna per fornire carburante agli autobus cittadini. È con questo obiettivo che le due principali aziende di trasporto, Aeroporto e Tper, insieme alla multiutility Hera, puntano a fare di Bologna una città sempre più green e sempre meno dipendente dai combustibili fossili.

 

“Insieme per una città circolare”, è lo slogan del progetto presentato questa mattina in piazza Maggiore. Un progetto di economia circolare per fornire alla mobilità urbana 450.000 metri cubi di biometano oltre a quelli già presenti, per puntare una volta di più sulla ‘decarbonizzazione’ della città e ridurre le emissioni di Co2 nell’ambito del contrasto al cambiamento climatico. In sostanza, le tre aziende hanno sviluppato, con una serie di accordi, una filiera tutta locale che consente di mettere a valore anche gli scarti alimentari prodotti in aeroporto per trasformarli in biometano, da destinare alla mobilità urbana sugli autobus della flotta a metano Tper, una tra le più numerose d’Europa.

Simbolo di questo progetto la nuova livrea di colore verde, su 11 mezzi urbani di Tper utilizzati per il collegamento Ospedale Maggiore-Aeroporto della linea 944 e su altre linee urbane, oltre che su un centinaio di pensiline dei bus della città.

In questo modo, spiegano le aziende, ciascuna di esse porta avanti la propria politica sulla riduzione delle emissioni. Infatti, un veicolo a biometano ha emissioni equivalenti ad uno elettrico alimentato interamente da energia eolica, se si tiene conto degli impatti di tutte le fasi dall’estrazione-produzione del carburante fino all’utilizzo dello stesso nella propulsione, secondo un’analisi sui dati della Dena (Deutsche Energie-Agentur) e della Jrc (European Commission Joint Research Centre).

Per l’Aeroporto il progetto che porterà a far muovere gli autobus con il biometano a partire dai suoi scarti alimentari rientra nell’accordo sottoscritto nel 2019, insieme ad altri 200 aeroporti europei, per arrivare a zero emissioni nette di Co2 entro il 2050. Tper calcola invece che con i suoi 450 mezzi a metano si risparmiano 450 tonnellate annue di Co2 rilasciata in atmosfera. E infine Hera, che si occupa della lavorazione nel proprio impianto di Sant’Agata Bolognese dove vengono prodotti circa otto milioni di metri cubi di biometano e oltre 20.000 tonnellate di compost di qualità da destinarsi principalmente all’agricoltura all’anno.

Ma il progetto congiunto tra Aeroporto, Hera e Tper rappresenta un passo importante anche verso la decarbonizzazione complessiva della città di Bologna, nell’ottica della candidatura che l’amministrazione comunale ha presentato per inserire il capoluogo emiliano tra le 100 città europee a impatto climatico zero entro il 2030 nell’ambito della Mission Horizon Europe. Non a caso infatti all’evento di questa mattina era presente anche Anna Lisa Boni, assessora comunale con delega proprio sulla candidatura “Città carbon neutral”. A illustrare l’iniziativa alla stampa c’erano Paolo Paolillo, direttore generale di Tper, Enrico Postacchini presidente dell’Aeroporto di Bologna, Stefano Venier amministratore delegato del Gruppo Hera e Andrea Corsini, assessore regionale alla Mobilità.

fonte agenzia dire.it

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