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Sanità emiliano-romagnola di nuovo premiata: croce al merito della Fiods alla direttrice del Centro regionale sangue, Vanda Randi

Onorificenza anche a Dario Bresciani, presidente Avis Bologna. Nonostante la pandemia, nessuna carenza, con il bilancio unità raccolte/trasfuse positivo. Nel 2020 cedute ad altre regioni oltre 10mila unità di sangue

Un altro riconoscimento per la sanità emiliano-romagnola, in particolare per il sistema regionale delle donazioni di sangue che da anni, per la sua solidità e capacità innovativa, è in grado non solo di mantenere l’autosufficienza ma di aiutare i territori che non ce la fanno.

Ad essere premiata oggi – nella Casa dei Donatori di sangue di via dell’Ospedale, a Bologna – è la direttrice del Centro regionale sangue e del Servizio trasfusionale metropolitano dell’Ausl di Bologna, Vanda Randi, insignita questa mattina della Croce al Merito della Fiods, la Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue. Il riconoscimento è stato assegnato anche a Dario Bresciani, presidente Avis comunale Bologna.

Con l’occasione, è stato anche fatto il punto sull’andamento delle donazioni di sangue in Emilia-Romagna, che neppure nel 2020 ha registrato situazioni di carenza, con il bilancio unità raccolte/trasfuse comunque positivo nonostante il lieve calo delle unità raccolte dovuto alla pandemia; non solo, perché la regione ha contribuito anche lo scorso anno all’autosufficienza nazionale, cedendo ai territori deficitari oltre 10mila unità di sangue. E il primo trimestre 2021 mette a segno un consistente incremento sia delle unità di sangue intero raccolte (+7,1%), sia delle unità raccolte in aferesi (+16,5%).

 

Sangue: i dati 2020 e primo trimestre 2021 in Emilia-Romagna

Nel 2020, a causa della pandemia da SARS CoV2, sono lievemente diminuite (-2,4%) le unità di sangue intero donate in Emilia-Romagna: 208.000 contro 213.186 del 2019, a fronte di un medesimo calo nel consumo delle unità, dovuto alla riduzione dell’attività clinica ed alla sospensione delle attività chirurgiche.  Sono infatti diminuite del 3% le unità trasfuse (191.904 nel 2020 contro 197.157 del 2019). Il bilancio raccolte/trasfuse, pertanto, è risultato positivo e non si sono create situazioni di carenza.

Aumentate invece le unità raccolte in aferesi, passate da 63.741 a 72.249, con un aumento del 13,3%, risultato tra i migliori a livello nazionale. Inoltre, a luglio 2020, il sistema trasfusionale emiliano-romagnolo ha donato all’ospedale di Kabul 2.730 flaconi di Fattore VIII antiemofilico. Nonostante il periodo emergenziale, dunque, l’Emilia-Romagna è riuscita anche a contribuire all’autosufficienza nazionale, cedendo alle regioni deficitarie 10.195 unità di sangue, a supporto in particolare dei pazienti talassemici.

Nei primi 3 mesi del 2021 si osserva un aumento, rispetto allo stesso periodo del 2020, sia delle unità di sangue intero raccolte (+7,1%, ossia 55.596 contro 51.929), sia delle unità raccolte in aferesi (+16.5%, e dunque 19.059 contro 16.361 del 2020), confermando la stabilità e l’efficienza del sistema sangue regionale, l’importanza della collaborazione tra istituzioni e volontariato del sangue e il valore della solidarietà che da sempre caratterizza l’Emilia-Romagna.

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