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Bologna si candida alla missione dell’Unione Europea “100 città a impatto climatico zero entro il 2030”

Dalla mobilità all’efficientamento energetico, dalla produzione di energie rinnovabili all’Illuminazione pubblica ecco le azioni previste

Anche Bologna vuole essere tra le 100 città europee selezionate e sostenute dalla Commissione Europea nella trasformazione verso la neutralità climatica entro il 2030 facendo di
esse poli di sperimentazione e innovazione che servano di riferimento per tutte le altre. Per questo il 29 gennaio 2022 il sindaco Matteo Lepore ha inviato la manifestazione d’interesse
per partecipare alla missione “Città a impatto climatico zero – con e per i cittadini”. Entro marzo la Commissione selezionerà le 100 città che dovranno poi sottoscrivere entro l’anno un “Climate City Contract” per formalizzare gli impegni e gli investimenti necessari a raggiungere la neutralità. Un obiettivo che – come hanno spiegato il sindaco Lepore e l’assessora Boni durante la presentazione – non riguarda solo l’Amministrazione comunale ma tutta la città. Già in fase avanzata, per esempio, sono alcuni progetti in collaborazione con Hera, Tper, Università e Acer.

Questi alcuni dei progetti chiave che la città metterà in campo per raggiungere la neutralità:

1. Mobilità e trasporti: decarbonizzazione del Trasporto Pubblico Locale (rete tram, filobus, SFM…), completamento Biciplan e incentivi per la mobilità attiva, realizzazione “Area Verde”

2. Efficientamento energetico: riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica, sviluppo di distretti a energia positiva, riqualificazione energetica degli edifici universitari e distretti a energia positiva.

3. Illuminazione pubblica: completamento trasformazione illuminazione a LED, fornitura di energia a zero emissioni per illuminazione pubblica, smart city – illuminazione adattiva.
4. Rifiuti: costruzione dell’impianto “Power to Gas” presso il depuratore Hera di Bologna, interconnessione di due sistemi energetici che alimenteranno Fiera e Università, installazione di
un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno “verde”.
5. Produzione di energie rinnovabili: sostituzione delle forniture di origine fossile con forniture da fonti rinnovabili, promozione di comunità energetiche, comunità energetiche nell’edilizia residenziale pubblica (ERP).
6. Progetti trasversali “bandiera”: Impronta verde, Gemello digitale, Città della conoscenza.

La situazione: le emissioni di gas serra a Bologna oggi

Non si parte da zero: in questi anni sono state messe in campo molte azioni per ridurre le emissioni di CO2. Dal confronto tra il 2005 e il 2018 si evince infatti un calo del 21,6% delle
emissioni totali di CO2, raggiungendo così l’obiettivo di riduzione del 20% delle emissioni del 2005 assunto dal PAES anche se la situazione è diversa a seconda dei settori.
Molto bene il settore dei trasporti, che ha visto una riduzione del 37%, e l’Illuminazione pubblica (-43%), mentre gli edifici di proprietà comunale mostrano un trend di riduzione interessante, ma che richiede comunque un rafforzamento, come tutto il settore civile.

Tra le misure chiave già realizzate: la regolamentazione per gli edifici esistenti e per i nuovi
edifici e distretti, prevista dal PUG che impone consumo di suolo zero e requisiti più restrittivi per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti rispetto a quelli regionali/nazionali e
obbliga, nei casi di nuova costruzione o demolizione e ricostruzione, che gli edifici e i loro impianti siano classificati come ZEB (Zero Energy Building – edifici a zero emissioni). E ancora
l’elettrificazione del trasporto pubblico locale e il rafforzamento della mobilità sostenibile, la trasformazione dell’illuminazione pubblica a LED, lo sviluppo dell’infrastruttura verde per
mitigazione di CO2 e la riduzione dei consumi energetici.

Una Governance condivisa per la neutralità Per attuare gli obiettivi della Missione, il Comune prevede una governance condivisa del percorso verso la neutralità attraverso il Climate City Contract, un vero e proprio contratto tra gli attori chiave della città, per formalizzare, orientare e coordinare gli investimenti e gli impegni  pubblici e privati necessari a raggiungere la neutralità entro il 2030. Nel processo di costruzione del Contratto saranno coinvolte anche le istituzioni metropolitane e Regionali, così come un dialogo sarà necessario con quelle nazionali e con la Commissione Europea. La partecipazione democratica e l’impegno dei cittadini sarà centrale nel processo, anche
grazie ad un nuovo strumento partecipativo che affiancherà gli altri già esistenti e recentemente introdotto nello Statuto del Comune: l’Assemblea cittadina per il clima.
L’Assemblea sarà costituita da un gruppo di cittadini, rappresentativo di tutta la società locale, estratti casualmente e che lavoreranno col supporto di esperti e facilitatori per definire proposte che il Consiglio Comunale dovrà esaminare e votare.

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