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Boldini. Dal disegno al dipinto. Attorno alla Contessa de Leusse

10 febbraio – 5 settembre 2021

La città di Ferrara e l’Italia celebrano quest’anno il novantesimo anno dalla morte di Giovanni Boldini(Ferrara, 1842 – Parigi, 1931). Per sottolineare questa ricorrenza la Fondazione FerraracArte, in accordo con il Comune di Ferrara, ha costituito un Comitato di studio – presieduto da Vittorio Sgarbi e diretto da Tiziano Panconi – per promuovere una serie di iniziative dedicate al pittore. La prima è stata la collaborazione con il MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto alla realizzazione della grande mostra monografica Giovanni Boldini. Il Piacere, a cui il Museo Giovanni Boldini – la più importante raccolta pubblica di opere del grande maestro ferrarese – ha concesso in prestito ben sessantasei lavori, tra dipinti, disegni e incisioni. Alcuni di questi, ventitré per la precisione, raggiungeranno, dopo la chiusura della rassegna roveretana, le sale del Petit Palais di Parigi, per partecipare alla mostra Giovanni Boldini. Les Plaisirs et les jours, anch’essa programmata per celebrare l’anniversario boldiniano.
Contestualmente, a Ferrara si è deciso di allestire nella Sala dei Comuni del Castello Estense una piccola ma preziosa esposizione dedicata al tema della genesi del ritratto femminile, dal disegno al dipinto. Il percorso è costruito attorno a un’opera depositata da un collezionista presso le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara: la tela che ritrae la contessa de Leusse (1889 circa), realizzata quando Boldini risiedeva stabilmente nella capitale francese, dove, già da alcuni anni, si era affermato come ritrattista mondano, ricercatissimo da una facoltosa clientela internazionale.
Nella sua nutrita galleria di nobildonne s’incontra, più di una volta, l’aristocratica parigina
Suzanne de Berthier, moglie del visconte Georges de Leusse, che nel dipinto in mostra è
raffigurata di profilo, accomodata di traverso su una sedia e con un ventaglio chiuso tra le mani, mentre osserva qualcosa o qualcuno fuori dal campo pittorico: un’impaginazione che oltre a mettere in risalto gli aggraziati lineamenti della giovane conferisce all’immagine una spiccata naturalezza.
Accanto a questo “ospite” illustre vengono presentati sedici disegni della raccolta del Museo
ferrarese, alcuni mai esposti: studi di donne a figura intera e di singoli volti femminili che
documentano il rapporto iperattivo dell’artista con la realtà circostante nonché la sua
prontezza nel registrare pose e attitudini che gli sarebbero poi servite per conferire vitalità e dinamismo alle protagoniste dei suoi dipinti, contraddistinti da quella peculiare scrittura
rapidissima e insieme controllata che rende inconfondibile il suo stile.Completano il percorso due olii degli anni maturi (Nudino scattante, 1910; La contessa Saffo
Zuccoli, 1927-28), un autoritratto all’acquerello, due incisioni – convocate per documentare un altro aspetto, non trascurabile, della produzione di Boldini – e lo straordinario ritratto
dell’artista in bronzo eseguito da Vincenzo Gemito.

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