Caldo estremo e umore: il legame tra estate ansia e depressione

La comunità scientifica si interroga già da tempo sul legame tra depressione e caldo estivo e sull’idea che la depressione aumenta in estate. Così come per caldo ed ansia anche tra caldo e depressione sembra esserci un collegamento specifico che attribuisce all’innalzamento delle temperature (ma non solo) l’aumento dei sintomi depressivi. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Beatrice Casoni specialista in psichiatria presso poliambulatorio Medico Odontoiatrico Erresse di Ferrara.
Con l’aumento delle temperature estive e le frequenti ondate di calore, non solo il corpo soffre: anche la salute mentale può risentirne. Negli ultimi anni, diversi studi hanno messo in evidenza il legame tra caldo estremo, aumento dell’ansia e peggioramento dei sintomi depressivi.
Cosa succede dottoressa Casoni con l’aumento delle temperature al corpo? Ed alla mente?
Il caldo, infatti, può essere considerato come un fattore di stress dato che il nostro corpo, per mantenere la temperatura stabile, deve attivare meccanismi di regolazione come sudorazione e vasodilatazione. Le temperature molto alte richiedono prestazioni più intense al nostro organismo, causando spossatezza, disidratazione, insonnia e difficoltà di concentrazione. Questi effetti fisici possono avere un impatto diretto sulla mente: irritabilità, nervosismo e sbalzi d’umore sono molto più frequenti quando si dorme male o si è disidratati.
Uno studio pubblicato su JAMA Psychiatry ha rilevato un aumento dei ricoveri per disturbi dell’umore durante i periodi di caldo intenso. Le alte temperature possono ridurre la qualità del sonno, influenzare la produzione di serotonina e alterare i ritmi circadiani: tutti fattori che incidono sulla depressione.

Inoltre, chi soffre di disturbi mentali può avere una minore capacità di adattamento al caldo e alcune terapie farmacologiche possono ridurre la capacità di termoregolazione come i farmaci antipsicotici e antidepressivi che possono inibire il meccanismo di sudorazione, diminuire la pressione arteriosa e la termoregolazione a livello centrale riducendo lo stato di vigilanza.
Il caldo può anche amplificare le sensazioni fisiche tipiche dell’ansia come battito accelerato, sudorazione, senso di soffocamento creando un “circolo vizioso” che può portare chi soffre di disturbi d’ansia a interpretare i sintomi corporei del caldo come segnale di un attacco di panico, alimentando ulteriormente la preoccupazione.
Inoltre, la difficoltà a svolgere attività quotidiane, la sensazione di isolamento e la frustrazione di non poter uscire nelle ore più calde possono contribuire ad aggravare gli stati ansiosi e depressivi.

(Dottoressa Beatrice Casoni specialista in psichiatria presso Poliambulatorio Erresse di Ferrara)

Quali condizioni dunque peggiorano con l’innalzamento delle temperature?
Le ondate di caldo possono avere effetti su diverse condizioni mentali, come la schizofrenia e le psicosi, con aggravamento dei sintomi sia negli anziani che nei bambini e nei giovani adulti. Diversi studi hanno documentato un aumento associato al caldo della morbosità e mortalità per disturbi neurologici e psichiatrici, quali dipendenze patologiche, M. di Alzheimer e altre demenze e M. di Parkinson. Uno studio statunitense, che ha analizzato gli accessi in pronto soccorso nei giorni più caldi dell’estate rispetto ai giorni più freddi, ha rilevato un aumento dell’8% delle visite per la salute mentale.
Ma chi sono le persone più a rischio di peggioramento del proprio stato mentale?
Le persone più vulnerabili sono gli anziani, chi vive da solo, chi non ha accesso a luoghi climatizzati e chi soffre già di disturbi psichiatrici. Ma anche chi è in buona salute mentale può sentirsi più irritabile, affaticato e sotto pressione durante le ondate di calore.
Cosa possiamo fare?
Idratarsi regolarmente e mangiare in modo sano e leggero privilegiando frutta e verdura, cibi freddi e non zuccherati
Evitare di uscire nelle ore più calde e cercare ambienti freschi.
Favorire un sonno di qualità, usando ventilatori o condizionatori se disponibili.
Limitare l’uso di caffeina e alcolici che possono contribuire alla disidratazione e disturbare ulteriormente il sonno.
Parlare con il proprio medico, lo psichiatra o lo psicoterapeuta di riferimento se si nota un peggioramento dei sintomi di ansia o depressione.
Il grande caldo non è solo una questione di disagio fisico: può rappresentare un vero fattore di rischio per la salute mentale. Essere consapevoli di questo legame aiuta a riconoscere segnali di malessere e a proteggersi meglio, soprattutto nei mesi più caldi.
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