🏛️ Un museo che racconta Ferrara attraverso i secoli
Con i suoi 850 metri quadrati, 21 sale e circa 250 opere tra sculture, dipinti, ceramiche, medaglie, codici miniati e oggetti preziosi, il Museo Schifanoia si presenta come un percorso immersivo nella memoria culturale della città. Il fulcro rimane il Salone dei Mesi, uno dei massimi capolavori del Rinascimento europeo, decorato da artisti della scuola ferrarese sotto la guida dell’umanista Pellegrino Prisciani.
Il nuovo allestimento, inaugurato nel 2021, punta sulla relazione tra contenitore e contenuto: il palazzo stesso diventa parte integrante della narrazione, accompagnando il visitatore in un viaggio che unisce arte, storia, archeologia e numismatica.
🕰️ Il percorso espositivo: un viaggio nella Ferrara estense
Dalle origini trecentesche all’Umanesimo
La visita si apre nell’ala più antica del palazzo, costruita nel 1385 per volontà di Alberto V d’Este come “delizia”, luogo di svago e rappresentanza. Le prime sale contestualizzano il palazzo nel tessuto urbano medievale e raccontano la nascita del collezionismo civico settecentesco.
Attraverso ceramiche, reperti di scavo e oggetti d’uso quotidiano, il museo ricostruisce la vita alla corte estense nella sua fase più antica, fino a focalizzarsi sulla figura di Leonello d’Este e sulla nascita dell’Umanesimo ferrarese.
Il Rinascimento di Borso ed Ercole I
Salendo al piano nobile, il visitatore attraversa il magnifico Salone dei Mesi, ampliato da Borso d’Este nel 1466 e decorato da un’équipe di artisti che diede vita a uno dei cicli astrologici più affascinanti d’Europa.
Le sale successive documentano la straordinaria fioritura artistica sotto Borso ed Ercole I, con ambienti riccamente decorati che testimoniano il prestigio della corte ferrarese.
Dal 1598 al Settecento: Ferrara cambia volto
La narrazione si sposta poi al piano terra, dove dipinti sacri e opere barocche raccontano i profondi mutamenti seguiti alla Devoluzione del 1598, quando Ferrara passò dal dominio estense a quello pontificio.
Il percorso si chiude con le collezioni del cardinale Gian Maria Riminaldi, figura chiave per la nascita del Museo Civico. La sua idea di un “museo didattico” per la città rappresenta il ponte ideale tra passato e presente.
🏗️ Una storia di splendore, declino e rinascita
La vicenda di Palazzo Schifanoia è un romanzo architettonico lungo oltre sei secoli:
- 1385 – Alberto V d’Este avvia la costruzione della delizia.
- 1466 – Borso d’Este amplia il palazzo e commissiona il Salone dei Mesi.
- Fine ’400 – Ercole I affida a Biagio Rossetti un nuovo ampliamento.
- 1598 – Con la Devoluzione, inizia il declino della dimora.
- Settecento – Le superfici decorate vengono imbiancate.
- 1820–1840 – Il pittore Giuseppe Saroli riscopre e restaura gli affreschi.
- 1898 – Il palazzo diventa sede dei Musei di Arte Antica.
- 2012 – Il sisma impone un nuovo, radicale intervento di recupero.
- 2021 – Riapre al pubblico con un allestimento completamente rinnovato.
📱 Un museo che dialoga con il presente
L’esperienza di visita è arricchita dall’app Museum Mix, che offre contenuti extra, curiosità, immagini inedite e approfondimenti multimediali, rendendo il percorso ancora più coinvolgente e accessibile.
🎨 Un patrimonio identitario per Ferrara e per l’Italia
Il Museo Schifanoia non è solo un luogo di conservazione: è un laboratorio culturale che restituisce alla città la sua storia più profonda, valorizzando l’eredità estense e offrendo ai visitatori un viaggio unico nel Rinascimento italiano.
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