Il Museo della Città “Luigi Tonini”, ospitato nell’elegante Collegio dei Gesuiti del Settecento, è oggi il principale custode dell’identità storica e culturale riminese. Intitolato dal 2015 allo storico locale Luigi Tonini, il museo raccoglie testimonianze provenienti da scavi archeologici, chiese, edifici cittadini e importanti depositi, componendo un racconto che attraversa oltre un milione di anni di storia.
Il percorso museale segue l’evoluzione dell’uomo nel territorio riminese: dalle prime scheggiature di selce sulla spiaggia preistorica fino alle trasformazioni urbane del Novecento. Un itinerario che intreccia archeologia, arte, vita quotidiana e grandi protagonisti della cultura figurativa italiana.
Dalla preistoria alla romanità: le radici della città
Le prime sezioni del museo ricostruiscono la presenza umana nel territorio riminese fin dalla preistoria, con reperti che documentano attività, strumenti e insediamenti. Tra le testimonianze più straordinarie spicca il corredo chirurgico di un medico del III secolo, un unicum nel panorama archeologico europeo per completezza e stato di conservazione.
Accanto agli strumenti, il visitatore può ammirare il rarissimo pinax in vetro, un quadro che decorava la domus del medico e che rappresenta una delle più preziose opere d’arte romana conservate in Italia.
La Scuola Riminese del Trecento: un capitolo d’oro
La Pinacoteca del museo ospita i capolavori della Scuola Riminese, una delle più importanti realtà artistiche del Trecento italiano, fortemente influenzata dalla rivoluzione giottesca. Le opere esposte testimoniano la vivacità culturale della città medievale e il suo ruolo di crocevia artistico tra Emilia, Marche e Toscana.
L’età dei Malatesta e il Rinascimento
Il percorso prosegue con le opere del periodo malatestiano, quando Rimini divenne un centro culturale di primo piano. Le sale espongono tavole e sculture di maestri come:
- Giovanni Bellini
- Domenico Ghirlandaio
- Agostino di Duccio
- Pisanello
- Matteo de’ Pasti
Un nucleo di opere che racconta l’ambizione culturale della signoria dei Malatesta e il loro ruolo nella diffusione del Rinascimento.
Il Seicento riminese: tra dramma, colore e devozione
Il Seicento è rappresentato da una collezione di dipinti di grande qualità, firmati da protagonisti della pittura barocca italiana:
- Guido Cagnacci, con la sua intensità teatrale
- Guercino, maestro di luce e colore
- Centino, interprete più meditativo della spiritualità seicentesca
- Simone Cantarini, raffinato allievo di Guido Reni
Un corpus che testimonia la ricchezza culturale della Rimini barocca e la sua apertura ai grandi linguaggi artistici dell’epoca.
Il Novecento e la modernità: De Pisis e Gruau
Il museo dedica uno spazio permanente alla grafica di René Gruau, riminese di nascita e protagonista internazionale dell’illustrazione di moda. Le sue opere raccontano l’eleganza del Novecento e il dialogo tra arte, pubblicità e costume.
Il percorso si chiude con lo scorcio di piazza Cavour dipinto da Filippo De Pisis durante il suo soggiorno riminese del 1940: un omaggio poetico alla città e alla sua identità urbana.
Un museo che racconta la città e la sua anima
Il Museo della Città “Luigi Tonini” non è solo un contenitore di opere: è un luogo che restituisce a Rimini la sua memoria profonda, intrecciando archeologia, arte e storia civile. Un punto di riferimento per cittadini, studiosi e visitatori che desiderano comprendere l’evoluzione di una città che, da sempre, vive tra mare, cultura e trasformazione.
Scopri di più da Gazzetta dell'Emilia Romagna
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












