Di Loredana Mendicino
RIMINI – Mentre i profeti del “tutto digitale” vorrebbero chiuderci in un salotto virtuale, a Rimini la realtà risponde a colpi di watt, laser e sudore. Si è aperta ufficialmente presso il quartiere fieristico di via Emilia la settima edizione del MIR (Live Entertainment Expo): l’appuntamento di riferimento in Italia che riunisce l’intera filiera dell’innovazione tecnologica applicata allo spettacolo e agli eventi.
Già dalle 10:00, la fila ai tornelli della Fiera di Rimini racconta di un’industria che ha una voglia matta di tornare a stare insieme, dal vivo e senza filtri algoritmici.
Non solo “canzonette”: l’eccellenza del Made in Italy
AL MIR non si parla solo di concerti o discoteche. La manifestazione è la vetrina di un’eccellenza manifatturiera italiana che il mondo ci invidia. Dietro il palco di una popstar o l’illuminazione scenografica di un monumento, agisce un esercito di tecnici, ingegneri e artigiani del Made in Italy capace di muovere un indotto da miliardi di euro.
Quest’anno il focus è chiaramente orientato all’integrazione tecnologica:
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System Integration: soluzioni che portano la domotica di lusso negli uffici e nel residenziale.
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Cinema Digitale: le nuove frontiere della proiezione e del coinvolgimento visivo.
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Live You Play: il vero cuore pulsante del MIR. Padiglioni trasformati in veri stage dove le tecnologie audio, luci e video vengono testate “a nudo”, senza trucchi di post-produzione. Una prova di verità per costruttori e installatori.
Il paradosso tecnologico: l’Intelligenza Artificiale al servizio dell’uomo
Passeggiando tra gli stand della fiera si respira un’aria particolare: c’è tanta Intelligenza Artificiale, applicata soprattutto alla gestione dei flussi audio e alla sicurezza dei grandi eventi. Eppure, la tecnologia qui sembra voler fare un passo indietro per rimettere al centro l’esperienza umana.
“La macchina deve servire l’emozione, non sostituirla”, commenta un espositore storico di sistemi audio bresciano. “Se il suono non ti vibra nel petto, puoi avere anche il software più costoso del mondo, ma non hai ottenuto nulla”.
Il programma: Sound Guru e Lighting Design
Mentre scriviamo, le sale workshop sono gremite. Nel pomeriggio di oggi si sono attesi i grandi nomi del lighting design e i guru del sound che hanno curato i tour mondiali più spettacolari degli ultimi mesi.
Grande attesa per le arene di ascolto, dove i produttori si sfidano a colpi di fedeltà sonora. In un’epoca di audio compresso, riscoprire la purezza di un segnale analogico o la potenza di un impianto audio professionale è quasi un atto di ribellione culturale.
Rimini si conferma dunque la capitale di un settore che non ha paura del futuro, ma che non dimentica la lezione della piazza: l’uomo ha bisogno di comunità, di spettacolo e di presenza fisica. Il MIR 2026 proseguirà fino a dopodomani, confermando che l’industria della bellezza e della tecnologia italiana è viva, vegeta e fa un gran rumore. Quello buono.








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