L’Assemblea annuale di AIFE/Filiera Italiana Foraggi ha recentemente eletto il Consiglio Direttivo

Alla presidenza è stato confermato Gian Luca Bagnara, affiancato dai vicepresidenti Alfeo Carli e Leonardo Forte. Completano il Consiglio Direttivo Davide Carli, Giovanni Cestari, Francesco Lanzi, Alice Lodi e Tiziano Migiani. Del Collegio dei Revisori fanno parte Alberto Lelli, Marco Pederzoli e Riccardo Severi.

Il nuovo Consiglio Direttivo coniuga continuità e rinnovamento e valorizza competenze ed esperienze imprenditoriali diverse, a supporto dello sviluppo di una filiera sempre più orientata all’innovazione, alla sostenibilità e alla valorizzazione del ruolo strategico dei foraggi disidratati.

Il nuovo assetto segna inoltre un momento significativo nella storia dell’Associazione con l’ingresso, per la prima volta, di una donna nel Consiglio DirettivoAlice Lodi.

“Il Consiglio Direttivo che si è insediato riunisce competenze ed esperienze diverse che rappresentano una ricchezza per l’Associazione – sottolinea il presidente Gian Luca Bagnara – Le sfide che ci attendono richiedono visione, capacità di fare sistema e un dialogo costante con le istituzioni e con tutti gli operatori della filiera. Sono certo che le competenze e le esperienze portate dai componenti del nuovo Direttivo contribuiranno a rafforzare ulteriormente il percorso di AIFE/Filiera Italiana Foraggi”.

Tra i nuovi ingressi figura Francesco Lanzi, titolare della Romana Farine srl  di Orvieto (Terni), che affronta il nuovo incarico con entusiasmo ma, soprattutto, con la volontà di mettersi in ascolto e favorire il confronto tra le diverse esperienze imprenditoriali della filiera.

“Entrare a far parte del Consiglio Direttivo di AIFE/Filiera Italiana Foraggi rappresenta per me una grande soddisfazione – afferma Lanzi – ma soprattutto desidero affrontare questo incarico con un atteggiamento di ascolto. Credo sia fondamentale confrontarsi con gli altri consiglieri e condividere le esperienze maturate nelle rispettive aziende. Il lavoro di squadra è la strada migliore per contribuire allo sviluppo di un settore strategico come il nostro”.

Per Francesco Lanzi una delle principali sfide che attendono il settore è la valorizzazione del prodotto trasformato e del ruolo che i foraggi disidratati svolgono all’interno della zootecnia.

“Abbiamo una filiera altamente innovativa – sottolinea il neo consigliere – che investe costantemente in tecnologie, sostenibilità ed efficienza produttiva. Eppure il nostro settore continua a essere poco conosciuto e, sotto alcuni aspetti, non riceve ancora l’attenzione che meriterebbe da parte delle politiche europee e territoriali. È importante raccontare meglio ciò che facciamo”.

Accanto all’innovazione, per il neo consigliere la crescita della filiera passa anche da una comunicazione più efficace, capace di far emergere il valore di un comparto strategico per la zootecnia italiana.

“La filiera dei foraggi disidratati si caratterizza per professionalità, ricerca, innovazione e una transizione ecologica concreta. Ma c’è anche un forte legame con il territorio e un contributo significativo all’economia rurale. Dobbiamo riuscire a trasmettere tutto questo anche al grande pubblico – conclude Lanzi –  affinché sia pienamente compreso il ruolo che la nostra filiera svolge a sostegno della zootecnia italiana”.

Con circa 90.000 ettari interessati dalla filiera in nove regioni italiane, una produzione annua di circa 800.000 tonnellate e una quota significativa destinata all’export, il comparto dei foraggi disidratati rappresentato da AIFE/Filiera Italiana Foraggi è un importante punto di riferimento per l’agricoltura nazionale che coniuga competenze imprenditoriali, innovazione tecnologica e attenzione alla sostenibilità, fornendo un contributo strategico alla qualità dell’alimentazione animale e alla competitività della zootecnia italiana.

Francesco Lanzi tra i nuovi consiglieri. Per la prima volta una donna, Alice Lodi, entra nel Direttivo dell’associazione. Innovazione, sostenibilità e valorizzazione dei foraggi disidratati al centro del nuovo mandato

Nuovo assetto ai vertici di AIFE/Filiera Italiana Foraggi. L’Assemblea annuale dell’associazione ha eletto il Consiglio Direttivo che resterà in carica nel triennio 2026-2028, confermando alla presidenza Gian Luca Bagnara.

Ad affiancarlo saranno i vicepresidenti Alfeo Carli e Leonardo Forte, mentre completano il Consiglio Davide Carli, Giovanni Cestari, Francesco Lanzi, Alice Lodi e Tiziano Migiani.

Nel Collegio dei Revisori sono stati nominati Alberto Lelli, Marco Pederzoli e Riccardo Severi.

Il nuovo Direttivo punta a coniugare continuità e rinnovamento, mettendo insieme differenti competenze ed esperienze imprenditoriali per sostenere lo sviluppo della filiera italiana dei foraggi disidratati, con particolare attenzione a innovazione tecnologica, sostenibilità, competitività e valorizzazione del prodotto.

Alice Lodi, prima donna nel Consiglio Direttivo

Il rinnovo degli organi associativi segna anche un passaggio significativo nella storia di AIFE: Alice Lodi è la prima donna a entrare nel Consiglio Direttivo dell’associazione.

Un elemento di rinnovamento che accompagna la volontà di ampliare competenze e sensibilità all’interno della governance di un comparto che riveste un ruolo importante per l’agricoltura e la zootecnia italiane.

«Il Consiglio Direttivo che si è insediato riunisce competenze ed esperienze diverse che rappresentano una ricchezza per l’Associazione – sottolinea il presidente Gian Luca Bagnara –. Le sfide che ci attendono richiedono visione, capacità di fare sistema e un dialogo costante con le istituzioni e con tutti gli operatori della filiera».

Bagnara evidenzia inoltre come le professionalità presenti nel nuovo Consiglio possano contribuire a rafforzare ulteriormente il percorso intrapreso da AIFE.

Francesco Lanzi entra nel Direttivo

Tra i nuovi ingressi figura Francesco Lanzi, titolare della Romana Farine srl di Orvieto, che affronta il nuovo incarico puntando soprattutto sul confronto e sulla condivisione delle differenti esperienze maturate dalle imprese del settore.

«Entrare a far parte del Consiglio Direttivo di AIFE/Filiera Italiana Foraggi rappresenta per me una grande soddisfazione – afferma Lanzi – ma soprattutto desidero affrontare questo incarico con un atteggiamento di ascolto».

Per il neo consigliere sarà fondamentale creare un confronto costante tra gli imprenditori della filiera.

«Credo sia fondamentale confrontarsi con gli altri consiglieri e condividere le esperienze maturate nelle rispettive aziende. Il lavoro di squadra è la strada migliore per contribuire allo sviluppo di un settore strategico come il nostro».

Foraggi disidratati, la sfida della valorizzazione

Uno dei temi centrali del nuovo mandato sarà la valorizzazione dei foraggi disidratati e del loro ruolo nell’alimentazione animale e nella competitività della zootecnia italiana.

Secondo Lanzi, il settore ha raggiunto livelli elevati di innovazione e continua a investire in tecnologie, efficienza produttiva e sostenibilità, ma queste caratteristiche non sono ancora sufficientemente conosciute al di fuori degli operatori specializzati.

«Abbiamo una filiera altamente innovativa – sottolinea – che investe costantemente in tecnologie, sostenibilità ed efficienza produttiva. Eppure il nostro settore continua a essere poco conosciuto e, sotto alcuni aspetti, non riceve ancora l’attenzione che meriterebbe da parte delle politiche europee e territoriali. È importante raccontare meglio ciò che facciamo».

Comunicazione e sostenibilità per raccontare la filiera

Proprio la comunicazione rappresenta uno dei terreni sui quali il comparto può compiere un ulteriore salto di qualità.

Non si tratta soltanto di raccontare un prodotto agricolo, ma di spiegare il sistema imprenditoriale, tecnologico e territoriale che ne rende possibile la produzione e il contributo che la filiera offre all’economia rurale.

«La filiera dei foraggi disidratati si caratterizza per professionalità, ricerca, innovazione e una transizione ecologica concreta. Ma c’è anche un forte legame con il territorio e un contributo significativo all’economia rurale», evidenzia Lanzi.

La sfida sarà quindi riuscire a portare questi temi anche fuori dal perimetro degli addetti ai lavori: «Dobbiamo riuscire a trasmettere tutto questo anche al grande pubblico, affinché sia pienamente compreso il ruolo che la nostra filiera svolge a sostegno della zootecnia italiana».

Una filiera da 90mila ettari e 800mila tonnellate l’anno

I numeri restituiscono la dimensione economica e agricola del settore. La filiera rappresentata da AIFE interessa circa 90.000 ettari distribuiti in nove regioni italiane, con una produzione annua nell’ordine delle 800.000 tonnellate.

Una quota significativa della produzione è destinata ai mercati esteri, rendendo il comparto anche una componente dell’export agroalimentare italiano.

Il settore dei foraggi disidratati unisce così agricoltura, industria di trasformazione, innovazione tecnologica, sostenibilità ed economia dei territori rurali, contribuendo contemporaneamente alla qualità dell’alimentazione animale.

Per il nuovo Consiglio Direttivo di AIFE/Filiera Italiana Foraggi il triennio 2026-2028 si apre quindi con una sfida precisa: rafforzare la rappresentanza della filiera, aumentarne la visibilità presso istituzioni e opinione pubblica e valorizzare un comparto strategico per la competitività della zootecnia italiana.


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