Furgoni del volontariato come cartelloni abusivi: l’esposto ad AGCOM che scuote il Terzo Settore

L’associazione “Protetti Insieme” denuncia un sistema di concorrenza sleale da milioni di euro. Nel mirino, i veicoli concessi in comodato d’uso alle ONLUS e trasformati in piattaforme pubblicitarie in violazione del Codice della Strada.

BOLOGNA – Un gesto di solidarietà che nasconde una pratica commerciale illecita. È questo il cuore dell’esposto presentato all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) da “Protetti Insieme”, associazione che ha acceso i riflettori su un fenomeno tanto diffuso quanto opaco: l’utilizzo dei furgoni delle associazioni di volontariato come veicoli pubblicitari itineranti. Una strategia che, secondo i denuncianti, configura un quadro di concorrenza sleale a danno degli editori e delle concessionarie che operano nel rispetto delle regole vigenti.

Il Modello di Business Opaco dei “Furgoni Sponsorizzati”

Al centro della questione c’è un modello di business apparentemente virtuoso: società specializzate raccolgono fondi da aziende sponsor per acquistare furgoni, che vengono poi concessi in comodato d’uso gratuito a enti del Terzo Settore. In cambio, le fiancate dei veicoli vengono interamente ricoperte con i loghi degli inserzionisti. Un affare che, secondo le stime fornite da “Protetti Insieme”, può generare per le società intermediarie un fatturato di circa 100.000 euro ogni due anni per singolo mezzo. Il problema, tuttavia, risiede nella legalità di questa forma di promozione. Molti di questi furgoni, con pubblicità onerose di terzi violerebbero apertamente la normativa.

Le Conseguenze per le Associazioni Beneficiarie

Le conseguenze ricadono, paradossalmente, proprio sulle associazioni beneficiarie. Spesso ignare della nullità dei contratti sottoscritti e dell’illegalità della pratica, si trovano esposte a sanzioni amministrative pecuniarie e, nei casi più gravi, al fermo amministrativo del veicolo. Un danno doppio: oltre al rischio di multe salate, perdono la disponibilità di un mezzo fondamentale per le loro attività di assistenza sul territorio. “Protetti Insieme” ha mappato il fenomeno, stimando la presenza di almeno 800 veicoli irregolari in circolazione in tutta Italia.

L’Appello di “Protetti Insieme” ad AGCOM e alle Aziende Sponsor

L’esposto ad AGCOM non è solo una denuncia, ma un appello a ripristinare la legalità e la trasparenza nel mercato pubblicitario. L’associazione si rivolge direttamente alle aziende che hanno investito in questi spazi, invitandole a riconsiderare le proprie strategie di marketing. La questione fa riflettere sul fatto che si possa recedere dai contratti sottoscritti destinando le risorse economiche direttamente al sostegno delle associazioni di volontariato. Un passaggio da una pubblicità opaca e rischiosa a forme di sponsorizzazione etica e diretta, che possano generare un impatto sociale reale e misurabile senza aggirare le normative vigenti. La vicenda solleva un interrogativo cruciale sul confine tra filantropia e business, evidenziando come iniziative nate per supportare il bene comune possano essere strumentalizzate a fini commerciali, lasciando gli attori più deboli, le ONLUS, a pagarne il prezzo più alto. La palla passa ora all’Autorità, chiamata a fare luce su una giungla di contratti e normative dove a rimetterci non sono solo le regole del mercato, ma anche la fiducia nel mondo del volontariato italiano.

Di Loredana Mendicino

 


Scopri di più da Gazzetta dell'Emilia Romagna

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here