Emilia-Romagna, nasce la prima rete italiana dedicata ai depositi museali: al via “Depositi Aperti”
C’è un patrimonio silenzioso che vive oltre le sale espositive, custodito nei depositi dove riposa la parte più ampia – e spesso meno conosciuta – delle collezioni pubbliche. È da questi spazi di studio, cura e responsabilità che nasce “Depositi e Patrimoni in Rete”, la prima rete italiana dedicata alla gestione condivisa dei depositi museali, composta da dodici musei dell’Emilia-Romagna.
L’obiettivo è chiaro: strutturare in modo stabile la collaborazione tra istituti, condividere competenze, sviluppare standard comuni e rafforzare la conservazione preventiva, cuore della tutela a lungo termine del patrimonio culturale.
Una rete pionieristica nel panorama nazionale
La rete si è formalmente costituita nel giugno 2023, dopo un percorso avviato nel 2021 con la prima edizione italiana del programma Re-Org, metodo internazionale sviluppato da Iccrom per il riordino dei depositi. Da quell’esperienza è nata una comunità professionale coesa, oggi sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna – Settore Patrimonio Culturale, con il supporto di Icom Italia, Iccrom e delle Soprintendenze competenti.
“Depositi e Patrimoni in Rete rappresenta una delle esperienze più innovative del nostro sistema museale – ha dichiarato l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni durante la conferenza stampa del 4 marzo in Regione –. Mettere in rete i depositi significa investire nel futuro dei musei e nel diritto dei cittadini a un patrimonio curato, accessibile e riconosciuto come bene comune”.
“Depositi Aperti”: il pubblico entra dove solitamente non può
Da questa esperienza nasce “Depositi Aperti”, il programma di aperture straordinarie che tra marzo e maggio permetterà al pubblico di entrare in spazi normalmente non accessibili, trasformandoli in luoghi di conoscenza e partecipazione.
Il calendario coinvolge tutte le istituzioni della rete, con visite guidate, presentazioni di restauri, focus tematici e laboratori.
Si parte il 7 marzo al Museo della Civiltà Contadina di Bentivoglio, per proseguire con appuntamenti a Casa Cervi, al Museo Civico di Modena, al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo, alla Pinacoteca “Il Guercino” di Cento, ai musei archeologici di Bologna e Cesena, fino alle iniziative di Fidenza, Soragna e Reggio Emilia.
Tutte le attività sono a prenotazione obbligatoria.
“Mostriamo quanto lavoro, competenza e passione siano alla base di ogni esperienza museale – ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi, capofila della rete –. Essere alla guida di questo progetto ci rende orgogliosi di contribuire a un modello stabile di cooperazione tra musei”.
Formazione, standard condivisi e risposta alle emergenze
La rete opera su quattro direttrici strategiche:
- formazione continua e mentoring tra professionisti;
- conservazione preventiva come fondamento della tutela;
- standard condivisi per la gestione dei depositi;
- valorizzazione del patrimonio conservato, rendendolo più accessibile e riconoscibile dal pubblico.
Nel biennio 2024-2025 sono previsti workshop, gruppi di lavoro, analisi dei rischi, piani di emergenza e la sperimentazione di un modello di regolamento per i depositi museali, già in fase di test a Modena, Bologna e Gattatico.
La collaborazione si è rivelata decisiva anche durante l’alluvione del 2023 in Romagna, quando la comunità Re-Org ha garantito supporto operativo alle strutture colpite.
Un modello che guarda al futuro
Tra i risultati più significativi figura il regolamento di rete, sottoscritto il 17 luglio 2024 e valido fino al 2029, accompagnato da un piano strategico biennale. È in corso di pubblicazione un documento dedicato ai casi studio di conservazione in deposito, cui seguirà una guida sintetica sui materiali conservativi.
L’Emilia-Romagna si conferma così laboratorio nazionale di innovazione culturale, capace di trasformare un’esperienza formativa in un modello stabile di cooperazione e di restituire visibilità a un patrimonio spesso invisibile, ma centrale per la vita culturale delle comunità.
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