Dormire bene non dipende solo dal cervello o dallo stress: anche la bocca e la mandibola possono raccontare molto della qualità del nostro sonno. Secondo studi epidemiologici, il bruxismo notturno interessa circa l’8–16% degli adulti e molte persone non sanno di digrignare i denti finché non lo scoprono durante una visita odontoiatrica. Inoltre, diversi disturbi del sonno – dalle apnee ostruttive al serramento dei denti – possono lasciare segnali evidenti proprio nella bocca e nella struttura cranio-facciale. Per questo, in occasione della Giornata Mondiale del Sonno, ne parliamo con il dottor Massimiliano Rea odontoiatra presso il Poliambulatorio Medico odontoiatrico ErreEsse di Ferrara, per capire perché il dentista può essere uno dei primi professionisti a intercettare problemi che ci fanno dormire male.
In occasione della Giornata Mondiale del Sonno, si parla molto di insonnia e qualità del riposo. Dott. Rea qual è il legame tra sonno e salute orale?
Il legame è stretto perché la bocca fa parte delle vie aeree superiori, cioè del sistema che permette il passaggio dell’aria durante la respirazione. Durante il sonno i muscoli della lingua, del palato e della mandibola si rilassano. Se lo spazio delle vie aeree è ridotto, il passaggio dell’aria può diventare più difficile e favorire russamento o altri disturbi respiratori notturni. Molti non lo sanno, ma il dentista può accorgersi se una persona dorme male. Quali sono i segni che un dentista può osservare?
Uno degli elementi che il dentista osserva è la conformazione scheletrica del volto,, precisa il Dottr Rea, cioè il rapporto tra mascella e mandibola. In alcuni soggetti la mandibola è più piccola o posizionata più indietro rispetto alla mascella superiore, una condizione che determina un profilo convesso. In questi casi lo spazio delle vie aeree superiori può essere più ridotto e durante il sonno il passaggio dell’aria può diventare più difficoltoso, favorendo russamento o altri disturbi respiratori.

Quanto è frequente che alcuni disturbi del sonno si manifestino con sintomi a livello dentale o mandibolare?
Accanto ai disturbi respiratori, esistono anche altri fenomeni legati al sonno che possono coinvolgere la mandibola e i muscoli masticatori. Durante la notte possono verificarsi movimenti involontari o una tensione eccessiva della muscolatura, che nel tempo possono manifestarsi con fastidi muscolari o articolari. Non è raro che questi segnali vengano intercettati proprio durante una visita odontoiatrica.
Uno dei problemi più diffusi è il bruxismo. Che cos’è esattamente e perché compare soprattutto durante la notte?
Il bruxismo è l’abitudine involontaria di stringere o digrignare i denti. Si manifesta spesso durante il sonno, quando non si ha il controllo dei movimenti della mandibola. Nel tempo può provocare usura dei denti, affaticamento dei muscoli della mandibola e talvolta mal di testa al risveglio.
Stringere o digrignare i denti durante il sonno è sempre legato allo stress oppure ci sono anche altri fattori coinvolti?
Lo stress può avere un ruolo, ma non è l’unico fattore- spiega l’esperto-.Il bruxismo può essere influenzato anche dalla qualità del sonno, da alcune abitudini di vita o dalla presenza di altri disturbi del sonno. Per questo motivo è importante valutare il problema nel suo insieme e non attribuirlo automaticamente a una sola causa.

Quali sono i segnali che dovrebbero far sospettare a una persona di soffrire di bruxismo notturno?
Tra i segnali più comuni ci sono denti molto consumati, tensione o rigidità alla mandibola al risveglio, mal di testa al mattino e affaticamento dei muscoli del viso. In alcuni casi è il partner a notare il rumore dei denti che digrignano durante la notte.
Il russamento e le apnee notturne hanno un legame con la bocca? In che modo il dentista può intercettare questi problemi?
Sì. Alcune caratteristiche della bocca, della lingua o della mandibola possono influenzare lo spazio delle vie aeree durante il sonno. Durante la visita il dentista può osservare alcuni segni che suggeriscono possibili difficoltà respiratorie notturne e consigliare una valutazione più approfondita.
Ci sono caratteristiche della bocca o della mandibola che possono favorire il russamento o le difficoltà respiratorie durante il sonno?
In alcune persone la forma della mandibola, la posizione della lingua o un palato stretto possono ridurre lo spazio delle vie respiratorie. Quando i muscoli si rilassano durante il sonno, questo spazio può ridursi ulteriormente e favorire il russamento.
Anche la secchezza della bocca durante la notte può essere un segnale da non sottovalutare?
Sì. La sensazione di bocca secca al risveglio può indicare che durante la notte si respira con la bocca aperta. Questo può essere legato a russamento, congestione nasale o altre difficoltà respiratorie e può favorire carie e infiammazioni gengivali.
Quando è opportuno che il dentista collabori con altri specialisti, come i medici del sonno o i pneumologi?
Quando emergono segnali che fanno sospettare un disturbo del sonno più importante, è utile un approccio multidisciplinare. Il dentista può indirizzare il paziente verso medici che si occupano di medicina del sonno, otorinolaringoiatria o pneumologia per ulteriori accertamenti.

(Dott. Massimiliano Rea Odontoiatra)
In occasione della Giornata Mondiale del Sonno, qual è il messaggio più importante che vorrebbe dare ai lettori dottor Rea?
Il sonno è fondamentale per la salute generale e alcuni disturbi del sonno possono lasciare segnali che il dentista è in grado di osservare durante una visita. Per questo oggi la salute del sonno richiede sempre più una collaborazione tra diverse figure sanitarie, in cui anche il dentista può contribuire a individuare precocemente alcuni problemi e indirizzare il paziente verso gli specialisti della medicina del sonno.
A volte il primo segnale che qualcosa non va nel nostro sonno non arriva dal letto, ma dallo specchio del dentista: perché mentre dormiamo, i denti possono raccontare la notte che abbiamo passato.
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